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Sansepolcro : Erbe aromatiche nella città di Piero della Francesca: Sansepolcro. Arte, Storia, Cultura, Prodotti Tipici, Dove dormire, Dove mangiare in Provincia di Arezzo.

Informazioni storiche della Provincia di Arezzo

Posta ai piedi dell'ultimo tratto dell'Appenino toscano, la cittadina di Sansepolcro domina l'alta valle del Tevere. Qui nacque il celebre pittore e matematico Piero della Francesca, del quale si conservano la casa che fece costruire e dove abitò, e numerose opere esposte nel Museo civico. Nel centro storico si ammirano alcuni pregevoli palazzi medievali e rinascimentali, l'imponente fortezza medicea, la cattedrale romanica e la chiesa gotica di San Francesco, con il campanile più volte raffigurato da Piero della Francesca. Uno splendido borgo toscano, che in settembre ospita, nell'affascinante scenario della piazza Torre di Berta, racchiusa tra eleganti palazzi rinascimentali, lo storico palio della Balestra. Ma Sansepolcro è anche il luogo dove l'Aboca ha recentemente aperto il suo Museum interamente dedicato alle erbe usate dall'uomo a scopo curativo o di bellezza. In un elegante palazzo sono esposti una serie di oggetti, boccette, documenti e reperti che illustrano le proprietà benefiche delle erbe medicinali, inclusa una spezieria, il laboratorio del chimico e un'inquietante stanza dei veleni, dove venivano conservate le erbe proibite. Sansepolcro è anche detta la Città della Balestra, arma medievale alla quale dedica, in settembre, il palio. La manifestazione trae origine dalle esercitazioni militari con le quali il comune teneva in esercizio le milizie cittadine, d'epoca in cui la balestra era quella mortifera ars che Papa Innocenza II proibì. Oggi il palio della Balestra vede sfidarsi, a maggio Gubbio in onore di Sant'Ubaldo e a settembre a Sansepolcro in onore di Sant'Egidio, i balestrieri della due antiche città, che scendono in campo vestendo abiti quattrocenteschi. Quelli indossati durante il corteo che precede la manifestazione a Sansepolcro si ispirano direttamente alle opere di Piero della Francesca. Un omaggio dovuto non solo al grande artista del borgo ma anche al balestriere, dato che dalla rassegna generale della munizione comunale, fatta nel 1453, risulta che l'esimio pittore era possessore, assieme a molti altri suoi concittadini, di una balestra per la pubblica difesa.

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